John

Ciao,

sono John, ho 45 anni e vengo dal 2281.

Sono stato addestrato duramente fin dalla nascita per compiere questo viaggio nel passato. Il mio compito è trovare un chip costruito nella vostra epoca. Si tratta di un componente di vitale importanza per noi, perché è l’unico rimasto immune a un potente virus informatico che sta letteralmente infettando ogni nostro sistema. Abbiamo tentato ogni contromisura software, ma non esiste rimedio. Solo questo specifico hardware può far girare un’applicazione che potrebbe ribaltare le sorti della guerra cibernetica in corso. Se dovessi fallire, il futuro andrà incontro a una recessione informatica talmente vasta da decimare i 3 miliardi di abitanti rimasti.

Voi non potete nemmeno immaginare come sia la vita tra 270 anni. Ogni cosa è connessa e ogni movimento è monitorato da un’intelligenza artificiale centrale. Non esiste nulla che sia offline. Carta e penna sono scomparse da secoli; tutto si gestisce tramite schermi dinamici su cui impostare comandi più o meno complessi. Nella maggior parte dei casi, dove lo spazio lo consente, si tratta di interfacce olografiche, una tecnologia che voi, oggi, state solo accennando a ipotizzare.

Le automobili, così come le conoscete, non esistono più da decenni. È persino difficile trovarle nei musei. Hanno contribuito a creare un mondo talmente insalubre e inquinato che, molto tempo fa, vennero messe al bando da tutti i Governi mondiali. Furono abolite persino quelle elettriche, poiché i loro componenti derivavano comunque dal petrolio e lo smaltimento risultava costoso e impattante. Oggi ci muoviamo sfruttando una tecnologia di teletrasporto quantistico, un po’ come in quel vecchio film che a voi piace tanto… Star Trek, mi pare si chiami.

I Governi a cui accennavo hanno potuto raggiungere questi traguardi perché la suddivisione geopolitica dei paesi non è più quella attuale. Per fortuna le nazioni sono molte meno, e tutte rigorosamente stabili e degne di amministrare i cittadini. Amministrazioni corrette, giuste e prive di quell’avidità di potere che vi attanaglia oggi. Tra non molto, nel vostro presente, accadrà qualcosa di disastroso che sconvolgerà tutti gli equilibri mondiali e spazzerà via gli Stati attuali. Non vi dirò né come, né quando, e tanto meno cosa accadrà: potrebbe alterare il normale flusso della linea temporale e mi è stato tassativamente vietato. Il mio protocollo d’ingaggio lo proibisce e, come punizione per un’eventuale trasgressione, subirei il blocco del rimpatrio. Rimarrei confinato nel vostro presente. Un’ipotesi che non voglio nemmeno prendere in considerazione, perché io, nel vostro tempo, non potrei mai sopravvivere.

Fino a ieri avevo visto la vostra epoca solo attraverso vecchi filmati e foto d’archivio scampate miracolosamente al cataclisma imminente, ma non immaginavo che vivere in queste condizioni fosse così logorante. Mi avevano avvertito, d’accordo, ma la realtà è ben diversa dalla teoria. L’aria è pesante, il cibo è qualitativamente pessimo. Non ve ne rendete conto, ma vi trattano come polli d’allevamento (specie che da noi, purtroppo, è già estinta).

Vi nutrono con ciò che vogliono, vi mostrano ciò che vogliono, vi fanno respirare ciò che vogliono. Chi c’è dietro la cabina di regia che manovra i fili? Non sono certo io a dovervelo dire, lo sapete già, e non mi capacito di come possiate accettare tutto questo.

Nel mio tempo è tutto diverso. Ogni modulo abitativo è biologicamente puro, costruito in materiale interamente riciclabile e autosufficiente: produce autonomamente l’energia per il fabbisogno giornaliero, l’acqua e il calore. Ricicliamo ogni cosa, persino la CO2 che emettiamo respirando. Per legge, ogni casa deve sorgere al centro di un quadrante di terra coltivabile (circa un vostro ettaro) destinato al sostentamento del nucleo familiare. Non esiste una filiera commerciale per gli ortaggi: è obbligatorio produrli in proprio. Nei rari negozi rimasti si trovano solo beni accessori o voluttuari, come alcolici o dolciumi, ma i punti vendita sono pochissimi. I vostri amati centri commerciali sono spariti dalla circolazione già da generazioni.

Ogni famiglia, composta al massimo da quattro unità (avere più di due figli non è consentito, se non in rarissime eccezioni), è quindi indipendente e a impatto zero. Il petrolio è finito da un pezzo e la plastica è solo un brutto ricordo scolastico. Il cemento e l’asfalto sono scomparsi insieme ai veicoli su ruota; non avendo auto, non servono strade. So cosa siano solo perché ne ho visto qualche frammento nel museo della valle in cui risiedo.

Tutto questo, purtroppo, voi non potrete vederlo né assaporarlo. È una realtà ancora lontana e, purtroppo, i vostri nipoti dovranno lottare e morire per conquistarla.

Ci sarebbero molte altre cose da raccontare, ma il tempo stringe. Tornando allo scopo della mia missione: il chip che sto cercando è un Intel Pentium 4 da 3.0 Ghz. Vi prego, ditemi che non sono arrivato troppo tardi per trovarne ancora qualche esemplare funzionante. Non posso tornare a mani vuote dai miei superiori e assistere alla lenta agonia del mio mondo. Come potrei spostarmi da casa al lavoro se la rete neurale del teletrasporto collassasse? La mia sede dista 2300 quadranti, non posso certo andarci a piedi. Come potrei gestire le acque di scarico se i filtri del deposito smettessero di rispondere? O irrigare i miei campi se i rilevatori biologici di umidità saltassero?

Siamo una civiltà evoluta, mangiamo sano e viviamo liberi dal giogo delle banche, delle lobby e dell’inquinamento; ma siamo diventati troppo dipendenti dalle macchine. Se l’infrastruttura cede, siamo perduti.

Aiutatemi a trovare quel chip.

Grazie,

John

(tratto dal mio vecchio blog https://zakkos.blogspot.com/)

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